GIUSEPPE
MUSCIO
La mia nascita Artistica e Pittorica,
prende luce sotto una piccola stella solitaria, al di
fuori di ogni regola e costellazione Artistica.
Nato a Orta Nova, cittadina in
terra Pugliese, culla di storia e cultura, cominciai
a muovere i miei primi passi nella vigna di mio nonno.
Ben presto i miei occhi venivano catturati dalla natura
che regnava sovrana attorno me, se chiudo gli occhi
sento ancora il profumo dei filari d’uva, la fragranza
dell’odore delle olive e delle mandorle.
Iniziai da subito a riprodurre
su fogli da disegno (che mio nonno mi procurava), quello
che vedevo attorno.
Il destino mi portò ben presto con la mia famiglia
a Milano, lasciando alle spalle le mie origini e i miei
affetti.
Autodidatta ma ferreo cultore della vera pittura, ho
studiato le tecniche dei più grandi Maestri della
pittura del 500,600,700, sperimentando ogni procedimento
tecnico e pittorico con metodi talora scientifici.
Ho conosciuto grandi Maestri
quali Giorgio De Chirico, Domenico Cantatore , Renato
Guttuso, frequentando i loro studi ho appreso nuove
tecniche e nuove idee, tramite i loro insegnamenti ho
arricchito il mio bagaglio pittorico culturale.
Quando vedo le opere antiche, non mi soffermo solo su
quello che gli occhi percepiscono, ma cerco di entrare
nello stato d’animo del momento topico che l’Artista
ha voluto imprimere sulla tela.
Poesia e sensibilità, questo è quello
che voglio sentire quando guardo i miei lavori, solo
cosi’ posso essere appagato e gratificato.
I miei soggetti sono i nudi femminili
e il mondo delle cose, rappresentato da oggetti di vario
genere quali bottiglie, calici, frutti, riposanti tra
le ombre di angoli silenti, sui vecchi tavoli. Il mondo
delle cose esercita una misteriosa forza di attrazione,
un fascinoso richiamo, un invito alla sosta, di enigmatica
comunicatività.
In modo particolare, dinnanzi
a tali richiami di oggetti immobili, cerco di comprenderne
Il fremito lirico, immedesimandomi nella muta rivelazione,
che volge ad un nuovo criterio nel considerare gli oggetti
stessi, quali suscitatori di impensate emotività.
Il segreto fascino delle cose,
non è tanto un casuale aspetto, di un determinato
momento, quando la loro qualità mi invita a definirne
i contorni e le immagini in completa armonia. Ne deriva
un realismo caldo, oltre alla riproduzione, miro a porre
in evidenza l’atmosfera, con senso poetico, talora
magico.
Stimolano molto la mia Arte anche
i nudi Artistici e, come Hegel, ritengo che per esprimere
il sentimento e la passione, l’Artista non abbia
a disposizione che il viso e le attitudini del corpo.
Nel nudo rappresento il vero principio del gusto della
poesia eterna della Donna, in una rappresentazione più
spirituale che corporea.
L’Altro mio Grande Amore
è la musica, il jazz mi appassiona particolarmente.
Ricordo una sera nella Milano bene, vidi suonare al
vecchio Motta un quartetto di jazz, fu subito Amore,
parlottai con il batterista Maestro Poggi ( timpanista
della RAI ) gli chiesi di darmi delle lezioni, con assenso
mi invitò nel suo Studio.
Andai all’appuntamento e, con fare simpatico mi
disse: "sù fammi vedere cosa sai fare...".
Alla fine della mia esibizione mi disse: "ragazzino
ti te sé un muster ! Fai girare le bacchette
tra le dita meglio di un circense e suoni come un Americano...Và
là,và là, ti tè sé
già mò prunt !"
Morale della storia, decise
che non avevo bisogno di lezioni. In un secondo tempo,
frequentando il Capolinea conobbi Tullio Depiscopo e,
il Grande batterista Enrico Luccini.
Il Capolinea di Milano a quel tempo era il Tempio di
musicisti di fama internazionale !
Studiai con loro qualche anno e, poi cominciai a fare
la professione di turnista e come Batterista.
Questa passione per la musica non è morta ma
mi accompagna anche nel mio lavoro pittorico.